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jueves, 21 de octubre de 2010

FRASES PARA LOGRAR EL EXITO

un nuevo año esta a la puerta y que mejor que un poco de combustible para el alma y el corazón.

Hoy te comparto algunas de mis declaraciones favoritas que siempre tengo a mano y que necesito recordar cuando se necesita un poco de motivación extra para continúar en la persecución de las metas: frases de éxito para comenzar el 2010.

"La ambición es el camino al éxito, la tenacidad, el vehículo en que se llega."
Bill Eardly

"Para las cosas grandes y arduas se necesitan combinación sosegada, voluntad decidida, acción vigorosa, cabeza de hielo, corazón de fuego y mano de hierro."
Jaime Balmes (sacerdote, filósofo y periodista español)

"Nos preguntamos “¿quién me he creído para ser brillante, espléndido, talentoso, sensacional?”, pero en realidad, ¿quiénes nos hemos creído para no serlo?"
Marianne Williamson

"Ser hombre es hacer las cosas; no buscar pretextos para no hacerlas."
Juan Pablo Valdés

"Los obstáculos son esas cosas que las personas ven cuando dejan de mirar sus metas."
E. Jossep Cossman

"Al éxito no se lo encuentra se lo busca incansablemente."
Alex Orihuela

"Algunas de las hazañas más grandes de la humanidad han sido obra de personas que no eran lo bastante listas para comprender que eran imposibles."
Dough Larson

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lunes, 22 de febrero de 2010

Come fare promozione on line


Sono sempre di più le imprese che fanno promozione on line. I dati parlano addirittura di crescite negli ultimi due anni del 40/50% della pubblicità su internet! Ma da cosa dipende questo boom? Dal fatto che sul web la pubblicità costa meno e rende di più rispetto ai mezzi tradizionali. Attenzione però la promozione on line rende molto solo a chi la sa fare. Ecco quali sono i criteri di chi ci opera professionalmente...

In Italia crescono sempre di più gli utenti internet (sono diventati 27 milioni dati Nielsen NetRatings) e grazie alla banda larga aumenta anche il tempo che si naviga in rete. Un dato interessante per chi fa promozione on line, o ha in progetto di farne, è il cambiamento avvenuto in questi anni ma soprattutto nell'ultimo: aumenta il numero delle persone che preferisce internet alla televisione (secondo una ricerca del Politecnico di Milano ). Inoltre c'è una maggiore propensione all'acquisto on line, un utilizzo più maturo che favorisce il business in ogni settore, lo sviluppo della rete che consente ormai di trovare con un semplice click qualsiasi prodotto, informazione o contatto di cui un utente può aver bisogno. Se fino a poco tempo le ricerche venivano fatte sulle Pagine Gialle oggi le stesse ricerche si fanno sui motori di ricerca con il vantaggio dell'immediatezza unita ad un'informazione senza confronti.
Per le imprese, almeno per quelle che sono entrate nella logica di internet, la promozione on line sta diventando una pacchia. Lo dimostrano i dati davvero da boom che fornisce periodicamente Nielsen Media Research. In Italia l'advertising su Internet registra una crescita del 40/50% ogni anno. La promozione on line sta facendo passi da gigante, e l'incremento è decisamente superiore a qualsiasi altro mezzo di pubblicità tradizionale.
Ma in cosa consiste la pacchia? Soprattutto nel risparmio. La promozione on line ha costi molto più bassi rispetto a qualsiasi altro mezzo e per di più i costi possono facilmente essere quantificati in termini di risultati. Quest'ultimo aspetto è soprattutto quello più interessante per le piccole e medie imprese che, oltre a non disporre di risorse sufficienti da investire su mezzi come televisione, stampa o affissione, non possono permettersi neanche il rischio di un mancato guadagno. Con il web invece si può iniziare a fare pubblicità anche con 50 euro, si può stabilire ogni giorno quanto investire, si può cambiare in ogni momento il messaggio, si può sapere quanto ha reso l'investimento.
Eppure, malgrado la crescita strepitosa di internet e i suoi costi decisamente bassi, ci sono ancora moltissime imprese che rimangono fuori dal business e continuano a fare pubblicità sulle Pagine Gialle. Sicuramente è un fatto di cultura e anche di settore. Coloro che, ad esempio, operano nel turismo o nella formazione sono stati costretti al cambiamento perchè ormai chi viaggia si informa prevalentemente su internet. A parte qualche eccezione nel complesso, però, si registra ovunque una grande difficoltà ad entrare nella logica della rete e di come attraverso essa creare valore alla propria impresa.
Per fare promozione on line è necessario aver chiaro che chi naviga su internet cerca informazioni prima di stabilire un contatto o fare un acquisto. Innanzitutto cliccherà su un annuncio se il messaggio lo ritiene adatto a soddisfare le sue esigenze e poi si regolerà in base alle informazioni presenti nel sito. Da ciò è semplice dedurre che il successo di qualsiasi promozione è determinato in primo luogo dalla capacità di conquistare la fiducia del potenziale cliente attraverso il messaggio pubblicitario e poi di conquistarla attraverso le informazioni pubblicate nel sito. Sebbene il concetto sia semplice è di estrema difficoltà farlo comprendere. Spesso, chi ci contatta per migliorare la sua visibilità, fa confusione tra estetica del sito e la sua efficacia commerciale. Nella gran parte dei casi i bei siti hanno lacune vistose sotto il profilo della comunicazione e sono costruiti ancora con la logica del depliant.
Ma allora come si fa la promozione on line?
Innanzitutto verificate se dal vostro sito vi arrivano, con gli accessi attuali, contatti utili da potenziali clienti. In caso contrario, o se il rapporto di conversione tra visite e contatti è molto basso, fermatevi perchè cambierebbe ben poco facendo pubblicità. Se volete potete contattarci e già per telefono possiamo dirvi quali sono le correzioni da apportare.
Nel caso invece siete soddisfatti dei risultati allora è il caso di spingere l'acceleratore con la promozione on line. Prima di farla verificate quali sono le pagine che hanno una maggiore consultazione o gradimento e, se ne avete la possibilità, cercate di capire da quale parte del sito vi arrivano i contatti. Inoltre analizzate quali sono i prodotti o i servizi maggiormente richiesti perchè è su quelli che dovrete iniziare a lavorare. Prima di tutto nello sviluppo del messaggio e poi, ve lo consigliamo, creando la classica pagina di atterraggio e cioè quella che molti realizzano (diversa dalla home page) nella quale un potenziale cliente raggiunge immediatamente cosa cerca. A questo punto non vi resta altro che individuare i mezzi attraverso i quali veicolare la vostra promozione on line.
Il mezzo più conosciuto è Google Adwords che corrisponde ai famosi link sponsorizzati che siamo abituati a vedere nei risultati del più famoso motore di ricerca del mondo. Che funzioni non c'è dubbio dal momento che questo mezzo porta a Google un notevole numero di miliardi di dollari! Ci sono poi da considerare i portali che hanno pagine molto visitate e vicine al vostro business. Inserire un vostro link in queste pagine ha un doppio vantaggio: crea popolarità al vostro sito e porta click qualificati. Ad esempio Romaexplorer è uno dei portali più efficaci (anche più economico rispetto a Google) per farsi pubblicità. Ogni giorno genera oltre 30.000 click ai siti presenti nelle sue pagine e viene utilizzato spesso proprio per aumentare la popolarità su internet.
La promozione on line non finisce qui, il web offre una molteplicità di mezzi per aumentare traffico e contatti. Ad esempio l'email marketing, quando viene utilizzato con intelligenza, è un altro mezzo formidabile per fare business su internet o, se non si hanno liste proprie, l'uso di newsletter a target. In ogni caso il mezzo migliore rimane sempre quello del posizionamento sui motori di ricerca attraverso l'ottimizzazione del sito e dei suoi contenuti. Il motivo? Perchè quando si ha un sito ben posizionato le visite e i contatti vengono spontaneamente senza dover pagare nulla!
E allora non credete che anche per voi è giunto il momento di provare? In questo caso inviateci una mail specificando il tipo di servizi ai quali siete interessati e vi suggeriremo il modo più appropriato per iniziare a fare promozione on line.


domingo, 21 de febrero de 2010

Posizionamento primi posti di google


Nella nostra attività quotidiana sui motori di ricerca rileviamo costantemente un errore di interpretazione sul posizionamento nei primi posti. Quasi tutti pensano che il primo risultato sia più cliccato rispetto al secondo, il secondo di più rispetto al terzo e così via. Sebbene sia un vantaggio avere un posizionamento nei primi posti e comunque figurare più in alto possibile nei motori di ricerca, questo non si traduce in maggiori visite rispetto agli altri se la descrizione non corrisponde alle aspettative dell'utente. Vediamo di spiegare meglio il concetto.

Quando un motore di ricerca mostra i risultati notiamo che ognuno di essi è diviso in tre parti: titolo con il collegamento alla pagina, descrizione di una o più righe, url e altre informazioni accessorie. Normalmente chi fa una ricerca non si fa influenzare solo dal fatto che un link abbia un posizionamento nei primi posti ma ne determina l'attinenza leggendo titolo e descrizione. Che sia primo o quinto ha un valore relativo per lui, quello che conta è trovare il link che si avvicini maggiormente alle sue esigenze. E come lo determinerà? Leggendo velocemente e valutando nell'insieme risultato per risultato con un procedimento non sempre così logico come ci si potrebbe aspettare.
Vi starete chiedendo allora se c'è un modo per migliorare le vostre descrizioni ed ottenere un numero di click maggiore. Innanzitutto diciamo, per chi ha poca pratica, come modificare tecnicamente link e descrizione che compare in un motore di ricerca. Basta entrare nel codice della pagina e intervenire sul testo tra virgolette di due tag denominati Title e Description. Se modificare il testo è abbastanza semplice è più complicato invece comprendere il come. Ovvero: cosa scrivere per rendere più interessante la vostra pagina rispetto alle altre?
Un modo abbastanza veloce per avere un'idea è quello di digitare una parola chiave sui motori di ricerca e determinare voi stessi o qualcuno dei vostri collaboratori quali sono i link e le descrizioni più efficaci. Insomma determinare nei risultati presenti quali clicchereste di più cercando di capirne il motivo. Oltre a questo metodo empirico vi indichiamo di seguito alcuni criteri che vi saranno utili per ottimizzare le vostre pagine sui motori di ricerca. Il contenuto del testo studiatelo in relazione al target che desiderate raggiungere. Usate, quando vi è possibile, la leva della curiosità creando nell'utente la spinta ad approfondire. Cercate di eliminare nel testo parole inutili aumentando quelle che hanno una relazione con la chiave di ricerca. Se avete documenti che possono essere scaricati dal vostro sito od offerte gratuite (il gratis funziona sempre) non dimenticate di farne menzione.
Certamente questi sono alcuni consigli per migliorare il numero dei click al vostro sito ma non sono gli unici. Per essere esaustivi bisognerebbe entrare nel merito caso per caso tenendo d'occhio la concorrenza insieme alla rilevanza della parola chiave.


sábado, 20 de febrero de 2010

POSIZIONAMENTO NELLA SERP

Ci capita spesso di ricevere segnalazioni sul differente posizionamento del proprio sito su Google digitando la query su computer differenti od in momenti differenti. Per i non addetti ai lavori questo può risultare incomprensibile, in quanto immaginano Google come una sungola entità, ebbene questo è arrato. La struttura tecnica di Big G è infatti composta da numerosi datacenter, cioè gruppi di server dislocati in tutto il mondo. Dal 2006 grazie alla pubblicazione del progetto Big Daddy le informazioni principali su questa struttura sono diventate pubbliche. Ad oggi i datacenter conosciuti sono 36, 19 ubicati in US , 12 in Europa, 1 in Russia, 1 in Sud America e 3 in Asia.

Questa la dislocazione geografica della struttura di Google.

Ora torniamo al differente posizionamento.

Spesso questi gruppi di server non sono perfettamente allineati , e quindi a seconda di quale datacenter si occuperà di gestire la nostra query, si potranno avere dei risultati in serp diffferenti.

C'è da considerare anche il fatto che, specilamente negli ultimi anni, i risultati su google sono molto customizzati rispetto a chi effettua la query. Lo scopo di Google è quello di restituire dei risultati il piu attendibili possibile e adatti alla persona che ha effettuato la ricerca.

Quindi si potranno avere differenti risulatati anche al variare del browser del proprio computer, al sistema operativo ed a molti altri fattori che google prende in cosiderazione per restituire il miglior risultato specifico alla persona che lo sta effettuando la query.

Ora in questo periodo le serp di Google sono particolarmente ballerine, a partire dai primi giorni di maggio, sembra ormai chiaro che siano entrati in funzione alcuni algoritmi nuovi che hanno creato scompiglio nei risultati restituiti specie in qualche settore.

Molti addetti ai lavori che controllano di frequente le posizioni in classifica di siti propri e siti di clienti si vedono restituire serp sempre diverse e anche notevolmente diverse una dall’altra a causa dei continui aggiornamenti e secondo quale datacemter">datacemter riceve la query.

Un mezzo per verificare quali differenze ci siano nei vari datacenters lo fornisce questo utile tool onlline che, può fornire a richiesta dati molto interessanti secondo l’IP dei datacenters che vogliamo sia verificato.

Il tool per la verifica dei datacenters è questo qui linkato.

Molto utile sia per verificare le serp su molti datacenter in contemporanea e anche per la verifica di altri parametri che sono selezionabili dal menu a tendina come intitle, inurl, link e altri. Consiglio questo tool per la sua utilità anche se destinato prevalentemente agli addetti ai lavori che meglio potranno valutarne l’efficacia.


viernes, 12 de febrero de 2010

L'era del marketing mordi e fuggi


Sul Web, le campagne di ampio respiro cedono spesso il passo a operazioni veloci e mirate. Il mezzo si presta perfettamente a questo scopo: basta farlo con intelligenza.


Il termine non è dei più eleganti, ma serve almeno a dare il concetto in maniera sintetica e - tutto sommato - completa. Il guerrilla marketing si fa con armi non convenzionali, spesso con bassi costi, senza farsi riconoscere (almeno inizialmente) e con attacchi mordi e fuggi. L'obiettivo: il potenziale cliente. Così si definisce l'insieme di varie tecniche di marketing che punta a generare grande visibilità in poco tempo e con pochi investimenti. Perché allora non vi ricorrono tutti? Perché generare una campagna marketing mordi e fuggi non è opera di poco conto, e l'insuccesso può nascondersi dietro l'angolo.

Gli elementi fondamentali

Come organizzare al meglio una campagna di guerrilla marketing, quindi? Pur senza la pretesa di esaurire l'argomento, riportiamo di seguito i pochi passaggi fondamentali, che devono essere aggiustati e mirati, ovviamente, sulle capacità, le possibilità economiche e di risorse umane di un'azienda.

Prodotti e servizi. La prima naturale domanda da porsi è se il prodotto o servizio che si vuole lanciare si presta a una campagna di guerrilla marketing. Difficilmente una campagna istituzionale può essere veicolata con tecniche mordi e fuggi, anche se non è del tutto da escludere. Anche i prodotti che si inseriscono in un filone di produzione "normale" farebbero fatica a sfruttare una campagna di tal genere. I prodotti e i servizi che maggiormente la possono sfruttare sono quelli di rottura, modelli che escono dalla produzione standard oppure che hanno un carattere di originalità particolarmente forte. Un buon creativo, però, può riuscire a creare una campagna di guerrilla anche a partire da un elemento secondario.

Idea originale. Infatti, più che il prodotto o servizio, a contare è l'idea da trasmettere. Questa deve essere originale, capace di suo di attirare la curiosità. L'impostazione iniziale che deve avere è quella di una piccola rivoluzione nel proprio settore. Per questo è bene puntare sulle innovazioni forti, fossero anche dettagli e particolari che in una campagna tradizionale andrebbero in secondo piano. L'obiettivo finale è far parlare di sè, quindi più si è originali (geniali) più si riuscirà nel proprio intento. E per questo non servono budget smisurati, ma al contrario sono utili pochi investimenti. In margini economici stretti, l'idea assume un'importanza ancora maggiore. E per essere sicuri del suo effetto, si crei un piccolo panel tra tutti i collaboratori che saranno coinvolti nella creazione della campagna. Per essere efficace deve convincere, per convincere deve mettere d'accordo tutti: almeno quelli che ci lavorano.

Creazione del teaser. Nella parte operativa della campagna mordi e fuggi, tutto ruota attorno alla creazione del teaser, che dà concretezza all'idea originale. Non è l'unica tecnica pubblicitaria utilizzabile, ma sicuramente è quella più efficace in una campagna di guerrilla marketing. To tease significa "stuzzicare", "intrigare", e lo scopo del teaser è esattamente quello: immagine, filmato o slogan, deve essere allusivo ed evocativo, non trasmettere alcun concetto diretto, ma semplicemente colpire l'utente. La curiosità si stimola senza svelare tutto, anzi meno si svela meglio è. La contropartita è che un teaser troppo eccentrico o cervellotico rischia di allontanare gli utenti, con un effetto contrario a quello desiderato.

L'effetto virale. Se l'idea è originale e il teaser efficace, ciò che si ottiene è un effetto virale. Il caso passa di bocca in bocca e si propaga di utente in utente. Che tutto ciò sia spontaneo sarebbe perfetto. Tuttavia, è molto difficile riuscire a creare un caso virale di grande effetto con pochi mezzi. Funziona soprattutto per i teaser televisivi. Su Internet, però, si può contare sull'aiuto del mezzo, che si presta a una diffusione virale più di qualsiasi altro. Magari si può "incoraggiare" questo effetto con una campagna parallela, altrettanto nascosta e non dichiarata, in cui si stimola via e-mail, sui forum, nelle community l'interesse per il teaser.

La raccolta del successo. Una volta ottenuto il proprio scopo di diffusione virale, si può giocare a carte scoperte. Se la campagna ha avuto successo, il tutto si svolge in pochi giorni o settimane, anche perché un teaser non può reggere più a lungo. A questo punto, il teaser va svelato, con un'opportuna fase due della propria campagna, in cui si spiega il significato del primo lancio. L'effetto virale, quindi, dovrebbe cominciare a placarsi, ma - se oltre al marketing esiste un prodotto/servizio degno di nota - non smette: si trasforma in effetto community. Quello che prima era un vorticare di commenti, domande, voci e rincorrersi di pareri, diventa qualcosa di statico e dà vita a un gruppo di persone che continuano a riconoscere interesse nei confronti di quello stimolo iniziale. Anche questa fase può essere supportata con mezzi adeguati, dai forum alle community. In questo senso, se la campagna mordi e fuggi non dura più di alcune settimane, il suo effetto può continuare per mesi, se non per anni. Se infine il successo è stato ampio, questo può generare una seconda campagna di comunicazione, di tipo tradizionale: si racconta l'iniziativa e il suo buon esito per continuare a parlare del prodotto in modo convenzionale.


martes, 9 de febrero de 2010

Fidelizza i clienti perché tornino a visitarti Il tono con cui ti rivolgi ai clienti può essere determinante


"Torni a visitarci!"

Ecco una frase che ogni azienda dovrebbe dire a tutti i suoi clienti. Ogni professionista comprende la necessità di comunicare ai clienti il loro valore per l'azienda e il desiderio di rivederli presto. Qui trovi alcune frasi utili per consolidare il rapporto con i tuoi clienti.

Consulenti, non venditori

"Ci informeremo su altri articoli che le possano interessare."

Un cliente che acquista un prodotto o un servizio entra in contatto con l'azienda una volta sola. Prender nota di quel che ha acquistato e informarlo che si stanno cercando articoli simili è un incentivo per fare in modo che ritorni.

"Lo sa che questo articolo è in saldo?"

Poco tempo fa, un mio amico è ritornato al negozio di elettronica dopo aver scoperto che il software che aveva acquistato il sabato era stato scontato del 40% solo dieci ore più tardi. Sì, è ritornato, ma per un altro motivo. È necessario trattare i clienti come si vorrebbe esser trattati. Se c'è un prodotto particolarmente conveniente, è consigliabile informare il cliente. Se un prodotto avrà un prezzo più economico il giorno successivo, consigliare di non acquistarlo fino all'inizio del saldo.

Metti le esigenze dei clienti al primo posto

"Al momento non disponiamo dell'articolo, ma altri rivenditori sì."

Cercare di vendere appena possibile è un'inclinazione naturale, tuttavia non sottovalutare l'importanza di consigliare un altro rivenditore, anche un concorrente. Conquisterai così la fiducia dei clienti che, quasi certamente, ritorneranno.

"Questo le farà risparmiare il 50%."

Uno dei mezzi più efficaci per rafforzare il rapporto con i clienti è quello di essere il più dettagliati possibile. Dare ai clienti informazioni precise li farà ritornare, se non altro perché in molti apprezzano un'azienda che fa quel che dice e che vale quel che costa.

Supera le aspettative

"Ci permetta di darle una mano."

Questa è la frase di un'azienda che va davvero oltre. Se stai aiutando qualcuno a portare pacchi o semplicemente stai aprendo la porta a un cliente con le mani occupate, il messaggio che trasmetti altri è che sei disposto ad aiutarlo per quanto possibile. In questo modo i clienti torneranno volentieri.

"Avanti, provi questo!"

Offrire a un cliente un campione dei prodotti venduti dall'azienda è una mossa strategica incredibilmente efficace per farlo ritornare. Se, per esempio, l'azienda vende software molto costosi, è consigliabile offrire al potenziale cliente una prova gratuita o un cd dimostrativo, affinché possa capirne il funzionamento. Lo stesso vale per tutte le attività legate all'assistenza. Tutti gli uffici legali che offrono consulenze iniziali gratuite, per esempio, non lo fanno per occupare il tempo libero.

"Questo [saldo o offerta] vale solo per questa settimana."

Che ti piaccia o no, le scadenze funzionano. Persino un cliente incerto su un particolare prodotto in saldo può esser spinto a ritornare se sa che, dopo una certa data, il saldo terminerà. Quindi, se si tratta di saldi o di qualche altra offerta non illimitata, non devi aver paura di specificare che l'occasione non vale per sempre.

Prova ad associare un nome a un volto

"Come va Jeff?"

Quest'ultimo consiglio, per quanto banale, è basato sull'esperienza personale. In tutta sincerità la mia banca non mi piace per niente. Non è particolarmente conveniente, le commissioni a volte sono oscure e la cambierei subito se non fossi così pigro.

Ma in realtà c'è un'altra ragione per cui non la lascio. Ogni cassiere mi conosce per nome e mi saluta dandomi del tu. È importante vedere che qualcuno sta dedicando un po' del suo tempo a noi e che fa in modo di ricordarsi chi siamo.

Se la tua attività è piuttosto piccola, prova a chiamare i clienti per nome. Se non è possibile, poiché ci sono troppi volti che vanno e vengono, è meglio ricordare almeno qualche nome chiave. Se i clienti apprezzano questo atteggiamento, ritorneranno sicuramente


domingo, 7 de febrero de 2010

Email: la freccia più efficace nell'arco del marketing


Il futuro del direct marketing? La newsletter via posta elettronica come vero e proprio prodotto editoriale.

Scopri i vantaggi dell'email marketing in questo articolo che, partendo da considerazioni quantitative sull'andamento del mercato Internet e qualitative sulle opportunità offerte dalle newsletter via posta elettronica, di cui Microsoft PMI rappresenta un caso di eccellenza, guarda al futuro del marketing diretto.
La comunicazione via email sta soppiantando quella tradizionale via posta e via fax, come tanti addetti del settore sembrano indicare?

Parrebbe proprio di sì, anche perché i vantaggi del cosiddetto email marketing non sono pochi: abbattimento di tempi e costi, interattività e maggiore targettizzazione, accompagnati da una redemption [Rapporto percentuale tra il numero di risposte positive ottenute e il numero dei contatti utili] più elevata rispetto ai tradizionali sistemi di direct marketing [Tecnica di marketing attraverso la quale l'impresa comunica direttamente a utenti specifici. Si rivolge a un pubblico mirato per ottenere risposte misurabili. La più classica di queste azioni è l'invio di materiale pubblicitario via posta. Si tratta di una forma di pubblicità che, a differenza di altri mezzi, anche le piccole imprese possono permettersi.]

Diamo i numeri

I dati sono incoraggianti: in USA la quota del budget pubblicitario dedicata a Internet pesa il 6% e continua a crescere (nel I° Sem. 2005 +5,7% rispetto al I° Sem. 2004 - Fonte: Zenith Optimedia). Per quanto riguarda il rendimento delle newsletter via email, la percentuale di aperture [email visualizzate dagli utenti] è in leggero calo (dal 32,6% del quarto trimestre del 2004 al 27,5 del secondo trimestre 2005) e quella di clic abbastanza costante (da 8,0 a 7,2% nel medesimo periodo - Fonte: Double Click).
Spostandoci in Europa, i numeri sono meno importanti ma comunque degni di rispetto: la percentuale di spesa pubblicitaria online è stata, nel 2004, del 3,9% in Gran Bretagna, 4,6% in Francia, 3% in Germania e 1,4% in Italia. Dal punto di vista della redemption delle azioni di email marketing, considerando lo stesso intervallo temporale, le aperture sono passate dal 38% al 32% e i clic dall'11,3% al 9,7%. In questo caso, un dato più incoraggiante rispetto agli Stati Uniti (per quanto riguarda la
newsletter Microsoft PMI, i risultati sono "felicemente" sopra la media, con una percentuale vicina al 60% per le aperture e al 20% per i clic).

A queste valutazioni "quantitative" se ne aggiunge una "qualitativa": l’email è vincente rispetto al direct marketing tradizionale nel caso sia necessaria una informazione più puntuale e mirata, magari destinata a settori di nicchia non presidiati dalle grandi campagne di marketing tradizionale.
Per quanto riguarda i
costi poi, i numeri parlano da soli:

Direct email: 0.10 euro

Telemarketing: da 1.00 a 3.00 euro

Direct mail: da 0.75 a 3.50 euro

Misurare per aggiustare il tiro

Altro vantaggio non trascurabile dell'email marketing è che è misurabile.
Analizzando il
rapporto tra spedizioni e aperture si può capire quali subject funzionano meglio (Es. "Organizzarsi con Outlook, norme sulla privacy, lavoro straordinario, gestione del tempo, imprese italiane in crescita..." funziona meglio di "Newsletter Microsoft PMI Anno 5 Numero 49").
L'oggetto di una mail deve comunicare fin da subito l'argomento trattato, per aumentare il più possibile la percentuale di aperture ed evitare di essere cestinati. Altri esempi?
Non "novità", ma quale novità.
Non "emergenza", ma il motivo dell’emergenza.
Non "comunicato stampa", ma il titolo del comunicato.
Non "invito", ma "invito al convegno su...".

Analizzando il rapporto tra aperture e clic è inoltre possibile comprendere quali notizie di una newsletter hanno avuto maggior successo, quali titoli e argomenti hanno maggiormente incuriosito i lettori.

Consigli pratici per email writer in erba

La newsletter perfetta? Non esiste. Ma vediamo di avvicinarci il più possibile.

Prima di parlare di come scrivere una newsletter, atteniamoci a
quattro principi basilari, in mancanza dei quali anche la newsletter meglio scritta e impaginata è destinata a fallire.

Consensualità
Oltre al rispetto della normativa per la
privacy, è utile che gli utenti scelgano volontariamente di ricevere comunicazioni informative e/o pubblicitarie. I navigatori sono ipersensibili verso gli aspetti etici e di netiquette: aspettiamo con pazienza che i lettori si abbonino e rendiamo chiare e semplici le indicazioni per disdire l'abbonamento.

Aggiornamento
Il database degli iscritti alla newsletter deve essere sempre aggiornato: fino al 50% dei dati può diventare obsoleto a un anno dalla raccolta.

Valore
Qualunque richiesta di dati deve essere giustificata da un vantaggio percepibile dall’utente. Tale valore può essere rappresentato dalla possibilità di ricevere la newsletter stessa, ma non guastano altri vantaggi esclusivi (per esempio, la newsletter potrebbe contenere una password per accedere ad aree riservate del sito)

Regolarità

Gli invii devono avere una periodicità regolare, possibilmente almeno settimanale. Puntualità è sinonimo di qualità.

Per quanto riguarda lo stile di scrittura, consiglio di adottarne uno personale e diretto, più vicino al dialogo e alla conversazione, che si rivolga direttamente all'interlocutore. L'uso di un linguaggio informale non significa però che la newsletter debba essere poco professionale: è importante verificare sempre l'accuratezza del materiale pubblicato, assicurandosi che sia chiaro, ben scritto, grammaticalmente corretto e soprattutto "onesto", che non crei false aspettative.
Nella redazione dei testi, il linguaggio più efficace è quello giornalistico, detto anche della "
piramide rovesciata", ossia cominciare dalla conclusione e scendere poi nei dettagli. In questo modo l'utente può capire fin dalla prima occhiata se i contenuti gli interessano e decidere quindi se addentrarsi nella lettura. E' inutile e, alla lunga, controproducente, ingannare il lettore. Pensiamo alla newsletter come alla prima pagina di un giornale, composta da tanti articoli con: titolo, foto, occhiello, sommario, rimando alla pagina interna (che in questo caso si trova online). E il titolo, come nei giornali, deve contenere l’intera storia.
Consiglio infine di concludere il testo di ciascuna notizia della newsletter con un "invito alla azione", che stimoli il lettore a cliccare e a leggere il resto (es. leggi l'articolo completo e scarica la guida in pdf)

Sono regole ferree e immutabili? Assolutamente no, le regole sono fatte per essere infrante, a patto che ci sia un buon motivo per farlo!

Inizio paginaInizio pagina

Tiriamo le somme

Riassumendo, la newsletter e il direct emailing sono strumenti di marketing diretto efficaci, mirati, misurabili e convenienti... cosa aspettate a inserire sul vostro sito un modulo per la registrazione alla newsletter? Raccoglierete preziosi dati sui vostri clienti, esistenti e futuri, e offrirete loro un valore, guadagnandovi la loro fiducia con contenuti esclusivi e di qualità.


viernes, 5 de febrero de 2010

EL CONCEPTO

Lysan Consulting nasce nel 2003 da un’idea del suo fondatore ed attuale presidente Alessandro Grilli.

Chiamato a risolvere i problemi di una azienda di gioielleria spagnola, osserva con attenzione le dinamiche delle piccole e medie imprese di tutto il mondo e si rende conto che tutte presentano problematiche molto simili.

La difficoltà nel reperire i fondi per affermarsi con forza nel mercato nazionale e contrastare la crescente concorrenza di ditte straniere provenienti in particolar modo dal sud-est asiatico, così come la mancanza di esperienza necessaria per il lancio dei propri prodotti e servizi nei mercati stranieri, sono caratteristiche comuni a tutte le ditte del mondo.

A questo occorre poi aggiungere che le attività giornaliere dei responsabili della azienda, rendono spesso impossibile riuscire a concentrarsi in una strategia commerciale complessa ed articolata.

Il telefono, dove reperire i contatti, la selezione dei clienti potenziali, il limitato conoscimento di lingue straniere, la necessità di presentarsi al mercato come una ditta leader con un’immagine forte e chiara pur con risorse limitate e l’estrema difficoltà nel garantire la continuità della strategia intrapresa, non fanno altro che scoraggiare l’iniziativa impresasariale e ridurre l’ottimizzazione della spesa destinata all’espansione della ditta.

Le consequenze di questa situazione possono essere spesso estremamente dannose.

Nasce così l’idea di Lysan Consulting, una ditta capace di risolvere i problemi dei suoi clienti, di portarli razionalmente verso la strada del successo e di togliere loro la preoccupazione costante della ricerca di nuovi clienti.

Proprio Alessandro Grilli ripete spesso ai suoi clienti: “Lasciate fare tutto a noi. Voi preoccupatevi di dare il massimo in ogni vostro prodotto e/o servizio. Saremo una squadra. Entrambi vogliamo lavorare bene. Non potremo non avere successo.”

Da questa intuizione, inizia il cammino di Lysan Consulting che oggi conta con filiali in Italia, Spagna ed Argentina e con passo deciso vuole raggiungere una posizione di leader nel mercato della terziarizzazione dei servizi commerciali e marketing.

lunes, 4 de enero de 2010

Dal testo all'ipertesto


Consigli pratici per la redazione dei testi di un sito web. E come tutto si ricollega al mistero delle piramidi

Dovete scrivere il testo di benvenuto o le news per l'home page del sito della vostra azienda? Il budget non vi consente di ricorrere a un professionista della tastiera?
Tipico, succede spesso anche a me. Ho pensato quindi di preparare alcune regole di sopravvivenza per il web writer "fai da te".

Leggere il web

Le persone leggono in modo differente sul web. Il motivo principale è che la lettura su schermo è fastidiosa. Data la bassa risoluzione del monitor e la necessità di "scrollare" la pagina, molti lettori danno solo una veloce occhiata ai contenuti presenti sul video e, se li ritengono degni di approfondimento, li stampano.
Un'altra ragione è che la lettura online non è un'attività statica. Gli utenti passano da una pagina all'altra raccogliendo frammenti di informazioni da fonti diverse. Hanno bisogno di
riconoscere subito i contenuti di una pagina, ottenere l'informazione che cercano e poi passare oltre. Per di più, dal momento che è possibile accedere direttamente alle pagine web, senza preamboli (per esempio in seguito a una ricerca su un motore quale Google o MSN), queste devono essere più indipendenti rispetto alle pagine stampate. Troppe pagine web finiscono per essere "isole" nel mare magnum di internet, separate dal contesto del sito di appartenenza in seguito alla mancanza di link e di rimandi, sia grafici che informativi, al resto del sito.

Inizio paginaInizio pagina

Chiarezza è la parola chiave

Scrivere per il web richiede uno stile differente rispetto al mezzo cartaceo: per catturare l'attenzione del lettore bisogna pensare ai contenuti come a segnali che dicano immediatamente di cosa si parla e che rendano subito chiaro il contenuto di ogni pagina del sito.

A titolo esemplificativo, ecco alcune linee guida sulla redazione di testi in ottica web.

ü Ogni pagina web è indipendente dalle altre. Le tipiche domande che si pone il visitatore sono "dove mi trovo?" e "cosa ci faccio qui?". Per aiutarlo a orientarsi, dobbiamo fornirgli bussole funzionali (titolo del sito, logo dell’azienda, link alla home page, barra di navigazione, mappa del sito) e mappe visive (titoli, testi, spazi bianchi, indici, parole chiave, colori, frecce, elenchi numerati o puntati). Il lettore vi sarà grato per aver attutito il suo naturale senso di smarrimento.

ü Per favorire la lettura su schermo, generalmente affrettata e difficoltosa, e per aiutare l’utente a orientarsi all'interno della pagina o del sito, bisogna utilizzare testi brevi, preceduti da titoli e sottotitoli espliciti.

ü Scrivere un documento ipertestuale significa organizzare l'informazione, scegliere i link, cioè le porte che conducono avanti nel percorso di lettura, e dare a queste porte nomi semplici e sintetici, che facciano capire al lettore cosa troverà oltre.

ü La pagina web deve essere un percorso chiaro, fatto di luoghi e di segnali ben precisi: titoli, sottotitoli, testi brevi, spazi bianchi, indici, parole chiave scritte in altro corpo e altro colore, frecce, elenchi numerati o puntati.

Questione di stile

Torniamo al sottotitolo di questo articolo, il cui tono misterioso viola apertamente le regole del web writing, improntate alla massima chiarezza e onestà nei confronti del lettore.
Nella redazione di testi destinati a pagine web, il linguaggio più efficace è quello giornalistico, detto anche della "
piramide rovesciata", ossia cominciare dalla conclusione e scendere poi nei dettagli. In questo modo l'utente può capire fin dalla prima occhiata se i contenuti gli interessano e decidere quindi se addentrarsi nella lettura o proseguire nella navigazione verso altri lidi. In altre parole, andate subito al punto.
Per esempio, questo articolo avrebbe dovuto iniziare con una breve frase esplicativa ("Sul web i testi chiari e sintetici funzionano meglio") che, a una lettura veloce, rendesse immediatamente chiaro il contenuto della pagina.

Internet impone la brevità, bisogna alleggerire i paragrafi, usando un linguaggio sobrio, senza ridondanze. Per citare George Orwell: "se puoi tagliare una parola, tagliala sempre". Senza esagerare, però. Una volta avuta l'attenzione dell'utente, diamogli la possibilità di leggere di più. Ma solo ai livelli profondi dell’ipertesto: ai primi livelli - titolo, sommario, paragrafo con la notizia essenziale - la sintesi la fa da padrona.

Non abbiate timore di abbondare con i verbi. Nel web indicano le azioni più importanti: clicca, vai, torna, scarica, accedi, registrati, contatta, rispondi. Addirittura all’imperativo, ma senza quel tono perentorio che avrebbe sulla carta. Oppure all’infinito, facile e musicale (-are, -ere, -ire).
Come ho detto all'inizio, la lettura online è un'attività tutt'altro che statica, e i verbi ben si sposano con il dinamismo del web.

Oltre ai verbi, potete dare ritmo ai vostri testi con la punteggiatura. I due punti annunciano, spiegano ciò che segue. I puntini di sospensione, allusivi... invitano al clic. Il punto esclamativo si spreca nel web (gratis! scarica qui! provalo subito!). Il punto di domanda è spesso adatto ai titoli (Sai tutto sull’Euro? Dove andiamo stasera?), e alle formule di apertura o di chiusura: sa aprire una relazione con il lettore, come nelle Faq (Frequently asked questions).

Un altro consiglio, particolarmente valido se la vostra attività si estende oltre i confini nazionali, è quello di pensare in termini globali. Ricordate che state scrivendo documenti per il World Wide Web e che il vostro pubblico potrebbe non riconoscere termini e convenzioni specifiche del vostro piccolo angolo di mondo. Per esempio, quando citate delle date, è meglio esplicitarle per evitare confusione, quindi "12 marzo 2006" invece di "12/03/2006", che un americano potrebbe interpretare come "3 dicembre 2006".

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Ma in pratica come funziona?

Per concludere, ecco un esempio di revisione di un testo in ottica web.

Se affidiamo a una persona che si occupa di comunicazione la redazione di una news che tratti dei luoghi più visitati di Milano nel corso del 2005, scriverà più o meno così:

La città di Milano è ricca di siti di grande interesse storico e culturale, riconosciuti in tutto il mondo, che ogni anno attraggono vere e proprie folle di visitatori entusiasti. Nel 2005, alcuni dei luoghi più visitati sono stati il Duomo (xxx visitatori), la Pinacoteca di Brera (xxx visitatori), il bellissimo Cenacolo di Leonardo (xxx visitatori), il recentemente restaurato Castello Sforzesco (xxx visitatori) e la basilica di S. Ambrogio (xxx visitatori).

Una volta passata sotto la cesoia del web writer, la news diventerà:

Nel 2005, cinque dei siti storico/culturali più visitati di Milano sono stati:

il Duomo

la Pinacoteca di Brera

il Cenacolo di Leonardo

il Castello Sforzesco

la basilica di S. Ambrogio

Consiglio sempre di chiudere una news con un "invito alla azione", che stimoli il lettore a cliccare e a leggere il resto (nel nostro caso, potrebbe essere "leggi l'articolo completo e scarica il pdf con i dati della ricerca").


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