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lunes, 15 de febrero de 2010

Come interpretare le statistiche di accesso ai siti Web


Aumentare l'attrattiva del sito Web

Realizzare un sito Web è un risultato importante per l'azienda. Ma, una volta catturata l'attenzione di un visitatore, come fare affinché torni a visitare il sito?

Analizzando il modo in cui i visitatori esplorano le vostre pagine Web, potete migliorare la qualità dell'assistenza ai clienti e rendere il sito più attraente per gli utenti.

Prestate particolare attenzione ai successivi elementi.

1. Le pagine più visitate

Le pagine del sito Web su cui si riscontra il maggior traffico vi diranno che genere di informazioni i visitatori sperano di trovare al loro interno.

Per rendere ancora più efficace il sito, sarà utile evidenziare questo tipo di contenuto facilitandone l’accesso o confezionandolo in forma di contenuto "preferenziale". Se, ad esempio, scoprite che una particolare offerta riceve più visite, posizionatela sulla home page, da cui sarà più facilmente individuabile, e associatele collegamenti a prodotti o servizi complementari che potrebbero interessare ai suoi acquirenti.

2. Le pagine meno visitate

Le informazioni relative al traffico del sito Web possono anche dirvi quali offerte non funzionano. Se, ad esempio, una sezione di corredo risulta fiacca e riceve solo tre visite al mese, occorrerà implementarla con maggiori dettagli sulle vostre offerte.

Analizzate a fondo i motivi della scarsa popolarità di una pagina prima di decidere di sopprimerla. Forse è difficile da individuare o si carica molto lentamente o, ancora, è rilevante per un ristretto numero di visitatori. Ricordate che anche le pagine a basso traffico possono farvi concludere nuovi affari. Se inducono anche una sola persona a rivolgersi a voi, forse è il caso di tenerle.

3. I modelli di traffico

Studiate la quantità di tempo trascorso sul sito dai visitatori e le modalità di esplorazione. Potrete ricavarne il quadro di una struttura particolarmente funzionale, idonea a essere estesa ad altre parti del sito. Inoltre, sarete in grado di rilevare eventuali incoerenze del modello di esplorazione e dei percorsi informativi.

Se, ad esempio, notate che gli utenti passano da una pagina all'altra, soffermandosi brevemente su ciascuna per poi lasciare definitivamente il sito, è possibile che abbiano difficoltà a trovare le informazioni che cercano o che il sito si carichi troppo lentamente causando l'abbandono prematuro da parte dei visitatori.

4. Le richieste telefoniche o per posta elettronica

Tenete traccia dei messaggi di posta elettronica e delle chiamate ricevute dai clienti e traetene spunto per apportare miglioramenti al sito.

Un gran numero di domande simili potrebbe consigliarvi l'aggiornamento della sezione delle domande frequenti. La frequenza di richieste di dettagli sui prodotti potrebbe indurvi a redigere descrizioni più chiare e complete. La costante richiesta di chiarimenti sullo stato degli ordini in linea potrebbe indicare la necessità di rivedere il processo di ordinazione.

Identificando una serie di tendenze all'interno di queste comunicazioni, sarete in grado di migliorare l'esperienza dei visitatori del sito.

5. I commenti e suggerimenti dei clienti

Potete sfruttare il sito per sollecitare il parere dei clienti su di esso mediante una piccola ricerca di mercato in linea.

Aggiungete un sondaggio temporaneo alla home page e offrite un incentivo per il suo completamento, ad esempio il 10% di sconto su prodotti e servizi. Potrete porre quesiti sull'esplorazione o la struttura del sito o sui processi di ordinazione in linea.

Un'ottima iniziativa è anche l'istituzione e il monitoraggio di un indirizzo di posta elettronica dedicato per commenti e suggerimenti dei clienti, accessibile da qualunque pagina del sito Web.


domingo, 14 de febrero de 2010

Internet Marketing


INTERNET MARKETING: SCAMBIO LINK
Si tratta di contattare siti di argomento in qualche modo affine al proprio sito e richiedere di inserire un link al proprio sito, normalmente ricambiando la cortesia.
Vantaggi La presenza di link in altri siti o portali di settori complementari al vostro è una delle più utili strategie di web marketing perché consente gratuitamente di perseguire contemporaneamente più obiettivi: - accrescere il numero degli accessi e migliorare la qualità degli utenti (le visite al vostro sito saranno più 'targettizzate'); - stabilire delle collaborazioni con realtà interessanti per il vostro business; - migliorare la vostra popolarità sul web e dunque anche il vostro posizionamento sui principali motori di ricerca. Svantaggi Richiede comunque un certo investimento di tempo per individuare i siti più adatti, costruire un messaggio efficace, contattarli. Poi non c’è da fare altro che attendere le risposte!
INTERNET MARKETING: POSIZIONAMENTO SUI MOTORI DI RICERCA
Consiste nella costruzione di pagine che riescano a comparire nelle prime pagine dei risultati dei motori di ricerca con una serie di parole chiave di vostro interesse.Vantaggi Si tratta di un potentissimo strumento di conversione dell’utente internet in cliente perché si rivolge ad un pubblico specifico che sta effettivamente ricercando informazioni sull'argomento e che viene naturalmente indirizzato verso il sito.Svantaggi Richiede una certa attenzione nel tempo: il posizionamento va monitorato di continuo perché può peggiorare via via che vengono introdotte nuove pagine nei motori di ricerca e nuove regole di indicizzazione.
INTERNET MARKETING: MAILING
Consiste nello spedire a potenziali clienti un messaggio tramite e-mail.Vantaggi Consente un contatto personale e fa capire in breve tempo se l’iniziativa proposta può avere un buon riscontro.Svantaggi Per rivolgersi ad un pubblico specifico è necessario disporre di elenchi di e-mail profilati. Se questa attività di ricerca e catalogazione di indirizzi e-mail di potenziali clienti viene svolta in proprio richiede un lavoro noioso e lungo. Non bisogna poi sottovalutare l’importanza del contenuto della mail: nel messaggio si deve proporre un’iniziativa che possa essere realmente interessante per chi la riceve. Inoltre, se il messaggio non è ben strutturato, può essere percepita come una forma fastidiosa ed intrusiva di pubblicità e può essere scambiata per "spam", cioè con l'invio di milioni di messaggi a tappeto, a qualunque indirizzo e-mil presente su Internet.
INTERNET MARKETING: BANNER ADVERTISING
Consiste nell'inserimento nelle pagine di un sito molto visitato di un’immagine pubblicitaria, il banner appunto, con un link che rinvii al sito pubblicizzato.Vantaggi Se ben sfruttata consente di raggiungere un pubblico molto vasto ed interessato in maniera specifica ai contenuti ed ai servizi del sito pubblicizzato.Svantaggi Se il banner non è accattivante e funzionale difficilmente consentirà un ritorno sull’investimento. E' molto importante che il banner venga collocato su pagine a target e ben posizionate sui motori di ricerca (entro le prime 3 pagine dei risultati).


Inizio Attività commercio elettronico


Spesso un’attività commerciale che si svolge attraverso canali di vendita elettronici è considerata come una attività che ruota intorno a principi e regole completamente differenti rispetto a quelli del commercio tradizionale. Questo non è assolutamente vero!
Le attività di commercio elettronico infatti ereditano tutte le caratteristiche del commercio tradizionale, anzi, alcune di esse per il commercio elettronico rappresentano un elemento imprescindibile.
Componenti importanti del commercio tradizionale al dettaglio come la completezza della gamma dei prodotti, la collocazione strategica dell’esercizio commerciale (in piazze affollate o strade principali) , la corretta politica di prezzo in funzione della clientela, sono tutte caratteristiche che rimangono valide anche nel commercio elettronico.
La prima cosa di cui preoccuparsi, per non avere spiacevoli sorprese e sprecare il proprio lavoro, è rivolgersi a fornitori di tecnologie del web che assicurino una piattaforma potente ed affidabile.
Una attività di e-commerce ben gestita può generare un volume delle vendite che a volte supera anche le previsioni più ottimistiche! Dunque funzioni avanzate quali la possibilità di generare listini prezzi differenziati, effettuare report statistici delle vendite, calcolare in funzione delle caratteristiche del prodotto i costi ed i tempi di spedizione, integrare funzioni di micro marketing generando newsletter mirate, costituiscono un fattore critico di successo dell’attività di e-commerce.
Oggi, grazie al forte sviluppo delle web technologies è possibile usufruire di servizi fortemente specializzati, dotati di interfacce di gestione semplici ed intuitive, in lingua italiana, il tutto affrontando costi di gestione molto bassi che oscillano tra i 20 ed i 30 euro al mese.
Data la forte dispersività di internet, una fondamentale importanza è ricoperta dalla collocazione strategica dell’esercizio commerciale, che nel caso del commercio elettronico si traduce con la scelta mirata di far apparire il proprio negozio sui portali, i quali sono il parallelo delle piazze e delle strade di una città virtuale.
Ma qual è la componente intangibile che spinge i clienti all’acquisto di un prodotto? La fiducia.
Essere affidabile nel caso del commercio elettronico è più difficile che esserlo nel caso del commercio tradizionale. Acquistare un prodotto in un negozio tradizionale permette di effettuare di persona, tutta una serie di controlli consapevoli e inconsapevoli che nel caso del commercio elettronico non sono possibili.
Spesso i clienti hanno timore di non poter far valere i propri diritti in caso di difettosità della merce, mancata consegna, ecc.
Ecco dunque che fattori quali la efficacia delle descrizioni e delle immagini dei prodotti, la velocità di consegna di questi ultimi, la possibilità di rivolgersi ad un call-center per eventuali reclami, giocano un ruolo decisivo affinché si instauri la fiducia che sta alla base di ogni rapporto commerciale grande o piccolo che sia. Al fine di rassicurare il più possibile i propri clienti, è possibile certificare il proprio negozio presso società ad hoc, che rilasciano il proprio marchio di qualità solo ai negozi elettronici che adottano determinate metodologie mirate a raggiungere la massima affidabilità del servizio offerto.
In conclusione possiamo affermare che la gestione di una attività di e-commerce, va curata nei dettagli al pari di una attività commerciale di tipo tradizionale, ponendo particolare attenzione alla potenza della piattaforma utilizzata, alla visibilità del proprio negozio elettronico ed alla affidabilità di chi fornisce i servizi su cui si costruisce il proprio business online.


viernes, 12 de febrero de 2010

I miti della pubblicità sul web


Siete anche voi dei sognatori o avete i piedi per terra? Ecco alcune convinzioni che portano fuori strada ed impediscono di mettere a punto delle strategie di web marketing serie ed efficaci. Vi consigliamo di proseguire solo nel caso non crediate di diventare ricchi e famosi con internet senza investire nulla

Abbiamo una casistica enorme di imprese e professionisti che ci contattano allo scopo di conquistarsi posizioni privilegiate sul web. Quello che stupisce è la distanza esistente tra gli obiettivi che desiderano raggiungere e le risorse economiche messe a disposizione. Per fare un esempio, in una e-mail di pochi mesi fa c’era la richiesta di un preventivo per realizzare un portale. Alle nostre richieste di ulteriori informazioni questo signore ci precisava di aver intenzione di realizzare un portale tipo yahoo! e inoltre chiedeva i costi della pubblicità e i ritorni che avrebbe avuto.
Nella maggior parte dei casi possiamo affermare che esiste sul web marketing una grande ignoranza intendendo, senza voler offendere nessuno, per ignorante colui che non ha conoscenza. Noi stessi che ci lavoriamo dalla mattina alla sera ci rendiamo conto con una certa frequenza di esserlo e spesso. Il problema grave, paradossalmente, è di coloro che pur essendo ignoranti non ne sono consapevoli. La differenza è che mentre la persona consapevole cerca, nei limiti della sua perspicacia, di evitare nel tempo gli errori l’altro continuerà a farli senza rendersene conto.
Ma vediamo quali sono i miti da sfatare sul web che generano spesso errori di valutazione e peggio perdite di denaro.
Fare marketing sul web gratis
Un nostro cliente acquisito ultimamente ci ha riportato la sua esperienza. Utilizzando una quantità infinita di servizi gratuiti su internet è riuscito ad ottenere in anno oltre 200 accessi al giorno al suo sito. Ottimo risultato! Ma come lo ha ottenuto? Dedicando ogni giorno diverse ore all’attività di web marketing. Non ha investito nulla a parte le 700/800 ore del suo lavoro. Morale: il gratis funziona su internet solo a patto di lavorarci sodo.
Avere ritorni immediati e garantiti da investimenti in web marketing
Un euro investito per fare pubblicità al vostro sito non necessariamente nell’immediato ve ne riporterà uno, due o tre. Potrebbe invece riportarvene, se fatta con criterio, 100 nel medio e lungo periodo. Internet è un mezzo come tanti altri (stampa, radio, televisione, affissione ecc.) e solo un utilizzo costante e nel tempo può garantire ritorni significativi. Morale: se il vostro business è solido è necessario investire non a breve ma a medio e lungo termine.
Fare email marketing senza costi
Contattare migliaia o centinaia di migliaia di potenziali clienti a costo zero! Questa è l’illusione di molti che inviano offerte commerciali a raffica senza curarsi del fastidio che arrecano e dell’immagine squalificante che comunicano. Morale: per fare email marketing è necessario non solo selezionare accuratamente le liste ma saper costruire messaggi che tengano conto delle esigenze del target che si vuole raggiungere. Insomma informazioni e non pubblicità scadente.
Essere nelle prime posizioni dei motori di ricerca
Basta essere nelle prime posizioni dei motori di ricerca per acquisire clienti. Questa è un’altra bella illusione. Investire denaro per essere posizionato nelle prime pagine dei motori di ricerca non serve a nulla se il vostro sito non ha le caratteristiche per far rimanere chi lo visita. Morale: lavorate prima sul vostro sito e inseriteci contenuti interessanti per i vostri potenziali clienti e vedrete che anche i motori di ricerca se ne accorgeranno. Alla fine non dovrete neanche più pagare per essere nelle prime posizioni.



jueves, 11 de febrero de 2010

Email Marketing


Come aumentare i risultati della newsletter - gli allegati

Una domanda che ci viene rivolta frequentemente è: "E' una buona idea allegare dei file alla newsletter?" La nostra risposta è che allegare dei file alla newsletter comporta più svantaggi che vantaggi.

Tra gli svantaggi:

ü non si può avere la certezza che il computer del nostro destinatario legga il formato del nostro allegato. Se la newsletter viene inviata a qualche decina di abbonati, è pensabile di fare una verifica telefonica o tramite email; se invece gli abbonati sono 1.000, la verifica diventa estremamente difficile. Inoltre abbiamo avuto modo di verificare che, talvolta, uno stesso file può essere visualizzato in modo diverso anche dallo stesso software, di versioni leggermente diverse. Quindi quello che riteniamo essere un file perfettamente impaginato e leggibile, può comunque essere ricevuto spaginato o incompleto anche da un destinatario che dispone del nostro stesso software!

ü per mandare allegati di dimensione superiore ai 50 Kbyte è opportuno avere il permesso del destinatario. E' questa una regola prevista dalla Netiquette, il codice di buon comportamento sviluppatosi spontaneamente tra gli utenti di Internet. Il nostro destinatario potrebbe infatti avere un collegamento ad Internet lento e quindi un file di grandi dimensioni potrebbe intasare la sua casella. Oppure potrebbe risiedere in un paesino sprovvisto di nodo Internet e quindi pagare nel collegamento la tariffa telefonica interurbana. Oppure, dal momento che viaggia molto, scaricare la posta con il cellulare gsm e quindi non riuscire a scaricare il file oppure riuscirci ma pagarne per il ricevimento una piccola fortuna! A chi desidera inviare l'allegato si pone quindi il seguente dilemma: mandare un file inferiore ai 50 Kbyte, quindi estremamente semplice, senza fotografie e arricchimenti grafici che lo appesantirebbero oppure programmare di inviarne uno di dimensione maggiore ma richiedendo il consenso. La richiesta del consenso potrebbe, ad esempio, essere prevista nel modulo di abbonamento alla newsletter. Possiamo però prevedere che non tutti lo darebbero e quindi si porrebbe comunque la necessità di studiare una newsletter alternativa per chi lo ha negato;

ü non è possibile, allo stato attuale della tecnologia, verificare se il destinatario ha aperto il file allegato. Possibilità che invece abbiamo se inseriamo all'interno del messaggio di posta un link ad una pagina del sito. Con appositi software di invio è infatti possibile monitorare i link visitati da ogni singolo destinatario;

ü non è possibile aggiornare le informazioni contenute nel file allegato, mentre è possibile aggiornare la pagina alla quale rimanda il link del messaggio di posta elettronica

Tra i vantaggi:

ü creare un file da allegare può essere sicuramente più veloce che creare una pagina da aggiungere al sito;

ü un file ricevuto in allegato può essere consultato dal destinatario


miércoles, 10 de febrero de 2010

Gestire al meglio la posta elettronica


Se hai una casella di posta elettronica hai anche la responsabilità dell'uso, del contenuto e della sua manutenzione. Un utilizzo scorretto di questo mezzo di comunicazione può essere punito con una sospensione permanente del diritto di accesso. Esiste, infatti, una commissione di giudizio che indaga sugli abusi compiuti attraverso un uso improprio del personal computer, di internet e della posta elettronica, affinché ci sia un uso rispettoso e controllato di questi strumenti e per evitare che siano impiegati per danneggiare, per interferire o per "spiare" il lavoro degli altri utenti.
Con internet, lo sai, puoi accedere ad un elevato numero di servizi, di sistemi e di persone, per sfruttare al massimo queste possibilità ci sono delle 'buone maniere' da seguire:
1. Evita di immettere informazioni illegali su un sistema.
2. Cerca di usare un linguaggio appropriato e consono alla corrispondenza pubblica o privata che intrattieni.
3. Non spedire nulla che comprometterebbe il lavoro o addirittura alcuni sistemi dei destinatari.
4. Inoltre, non inviare le cosiddette "catene di sant'Antonio", o messaggi spediti in copia a liste o a gruppi di utenti e soprattutto evita di spedire allegati che possano causare l'intasamento delle reti o interferire nelle attività degli altri. (Pensa a tutte quelle volte che ti sei lamentato quando nell'aprire la tua posta elettronica hai trovato questo tipo di messaggi inutili e soprattutto "ingombranti"!)
5. Gestisci intelligentemente la tua casella di posta elettronica, basta poco: controllala ogni giorno, cestina subito i messaggi inutili e se proprio non vuoi farne a meno, puoi scaricarli su dei file, in questo modo avrai sempre dello spazio disponibile sul disco.
6. Ricordati che sia la tua posta elettronica che i tuoi file potrebbero essere accessibili da parte di altri utenti o da persone con privilegio amministrativo, perciò non spedire o non conservare mai nulla che ti possa compromettere, oppure non mantenere dati strettamente personali.
7. Sappi che anche il contenuto e la manutenzione dello spazio su disco attribuito ad un utente su un sistema condiviso sono sotto la sua responsabilità, pertanto, riduci al minimo il numero e la dimensione dei file.
8. Cerca di scaricare i file personali sul tuo personal computer o su altri dischi o sistemi predisposti allo scopo.
9. E per finire: usa regolarmente un antivirus sul tuo sistema, specialmente quando ricevi o scarichi file da altri sistemi, in questo modo ci saranno meno probabilità che il tuo computer si 'infetti' e vada in tilt.
Rispettando queste regole essenziali potrai usufruire tranquillamente dei benefici e dei vantaggi di internet e non rischierai di rimanere intrappolato nella rete…


lunes, 8 de febrero de 2010

Email Marketing Fare branding con l'Email Marketing


Fare branding* significa pianificare e realizzare una serie di attività per differenziare il nome/il marchio della propria azienda da quello dei concorrenti agli occhi, alla mente e al cuore delle persone che compongono il pubblico di riferimento.

Fare branding significa quindi comunicare chi siamo, cosa offriamo, i valori ai quali ci ispiriamo e i motivi per i quali sceglierci. Esso coinvolge tutte le forme di comunicazione dell'azienda, da quella scritta, alla pubblicità, alle pubbliche relazioni, al contatto interpersonale, alla comunicazione su internet.

E' importante che le attività di branding siano indirizzate a tutti coloro dai quali dipende il successo di un'impresa: i clienti, i fornitori, i potenziali clienti, i dipendenti, gli amministratori locali, gli eventuali azionisti.

Infatti, più il nome dell'azienda è conosciuto e più riesce a comunicare i prodotti e i valori che essa esprime, maggiore sarà la predisposizione dei clienti attuali e potenziali, dei fornitori, dei potenziali collaboratori, ad avviare proficue relazioni con l'azienda.

Inoltre fare branding nei confronti dei clienti e non farlo, ad esempio, nei confronti dei dipendenti non permette di massimizzare il risultato di tale attività. E' perfettamente inutile pianificare e realizzare una campagna di comunicazione il cui obiettivo è portare a conoscenza del grande pubblico le azioni umanitarie intraprese dall'azienda se tutti coloro che lavorano con noi non ne sono a conoscenza o non condividono o non credono ai valori che l'azienda esprime nel realizzarla. Ecco un esempio concreto di ciò che può succedere.

Un cliente chiama il servizio assistenza di un fornitore per sapere lo stato di consegna del suo ordine; coglie così l'occasione per informarsi dell'andamento della campagna umanitaria alla quale ha partecipato. La persona che risponde maschera a stento la sorpresa (probabilmente perché non era a conoscenza dell'iniziativa) e risponde "La ringrazio per il suo apprezzamento dell'ultima trovata dei nostri responsabili di marketing!".

L'email marketing rappresenta un ottimo strumento per la realizzazione di attività di branding. Attraverso l'email possiamo infatti comunicare con ogni singolo cliente, potenziale e attuale, per diffondere la conoscenza del marchio e dei suoi valori;
fornire informazioni per orientare le scelte dei clienti;
aggiornare il pubblico di riferimento sulle iniziative dell'azienda;
instaurare una relazione dedicata.
Ad esempio, offrire ai visitatori del proprio sito la possibilità di iscriversi alla newsletter aziendale consente di comunicare
periodicamente e continuativamente a tutti gli interessati le attività dell'azienda: nuovi prodotti, nuove iniziative, nuovi servizi, miglioramenti organizzativi.
E' naturalmente di vitale importanza la pianificazione di questa attività di comunicazione, che altrimenti
molto facilmente e con estrema rapidità può contribuire a dissuadere il nostro pubblico dall' avviare relazioni con la nostra azienda.

Elementi strategici della pianificazione sono:

la periodicità, che una volta definita, deve essere rispettata. Interrompere le pubblicazioni o saltare i numeri può infatti veicolare l'idea di difficoltà economiche od organizzative;

i contenuti che devono essere aggiornati; segnalare un'iniziativa portata a termine tre mesi prima può diffondere la sensazione di scarsa efficienza;

la politica per la privacy che deve essere trasparente e rispettata. Lo spamming, l'invio in modo indiscriminato, senza il consenso del destinatario di messaggi di posta elettronica e/o newsletter, è una delle pratiche più odiate dagli internauti; legare il proprio brand allo spamming è decisamente da autolesionisti!

Alcuni consigli per potenziare i risultati delle azioni di branding condotte attraverso la newsletter:

al termine della newsletter si possono agevolmente inserire delle informazioni sul profilo della propria azienda, con dei link di rimando alle principali sessioni del sito;

è possibile proporre l'iscrizione alla newsletter a tutti coloro che sono importanti per l'impresa come i giornalisti, i referenti bancari, gli amministratori locali, le agenzie di lavoro interinale, etc, etc;

all'inizio della newsletter è bene ricordare al cliente con quale indirizzo si è iscritto per consentirgli, qualora lo desiderasse, di cancellarsi con facilità;

all'interno della newsletter è importante che sia sempre evidenziato come cancellarsi e come segnalare l' eventuale variazione dell'indirizzo;

nel mittente, invece di utilizzare un nome e cognome, come ad esempio: adriana.galgano, che potrebbe non dire assolutamente niente a chi si è iscritto alla newsletter Salesware possiamo indicare direttamente NEWSLETTER SALESWARE; questo ci offre la possibilità di indicare nell'oggetto i contenuti della newsletter e di avere così molta più probabilità che il messaggio venga aperto e letto!

* Branding deriva dal termine inglese brand = marca


domingo, 7 de febrero de 2010

Email: la freccia più efficace nell'arco del marketing


Il futuro del direct marketing? La newsletter via posta elettronica come vero e proprio prodotto editoriale.

Scopri i vantaggi dell'email marketing in questo articolo che, partendo da considerazioni quantitative sull'andamento del mercato Internet e qualitative sulle opportunità offerte dalle newsletter via posta elettronica, di cui Microsoft PMI rappresenta un caso di eccellenza, guarda al futuro del marketing diretto.
La comunicazione via email sta soppiantando quella tradizionale via posta e via fax, come tanti addetti del settore sembrano indicare?

Parrebbe proprio di sì, anche perché i vantaggi del cosiddetto email marketing non sono pochi: abbattimento di tempi e costi, interattività e maggiore targettizzazione, accompagnati da una redemption [Rapporto percentuale tra il numero di risposte positive ottenute e il numero dei contatti utili] più elevata rispetto ai tradizionali sistemi di direct marketing [Tecnica di marketing attraverso la quale l'impresa comunica direttamente a utenti specifici. Si rivolge a un pubblico mirato per ottenere risposte misurabili. La più classica di queste azioni è l'invio di materiale pubblicitario via posta. Si tratta di una forma di pubblicità che, a differenza di altri mezzi, anche le piccole imprese possono permettersi.]

Diamo i numeri

I dati sono incoraggianti: in USA la quota del budget pubblicitario dedicata a Internet pesa il 6% e continua a crescere (nel I° Sem. 2005 +5,7% rispetto al I° Sem. 2004 - Fonte: Zenith Optimedia). Per quanto riguarda il rendimento delle newsletter via email, la percentuale di aperture [email visualizzate dagli utenti] è in leggero calo (dal 32,6% del quarto trimestre del 2004 al 27,5 del secondo trimestre 2005) e quella di clic abbastanza costante (da 8,0 a 7,2% nel medesimo periodo - Fonte: Double Click).
Spostandoci in Europa, i numeri sono meno importanti ma comunque degni di rispetto: la percentuale di spesa pubblicitaria online è stata, nel 2004, del 3,9% in Gran Bretagna, 4,6% in Francia, 3% in Germania e 1,4% in Italia. Dal punto di vista della redemption delle azioni di email marketing, considerando lo stesso intervallo temporale, le aperture sono passate dal 38% al 32% e i clic dall'11,3% al 9,7%. In questo caso, un dato più incoraggiante rispetto agli Stati Uniti (per quanto riguarda la
newsletter Microsoft PMI, i risultati sono "felicemente" sopra la media, con una percentuale vicina al 60% per le aperture e al 20% per i clic).

A queste valutazioni "quantitative" se ne aggiunge una "qualitativa": l’email è vincente rispetto al direct marketing tradizionale nel caso sia necessaria una informazione più puntuale e mirata, magari destinata a settori di nicchia non presidiati dalle grandi campagne di marketing tradizionale.
Per quanto riguarda i
costi poi, i numeri parlano da soli:

Direct email: 0.10 euro

Telemarketing: da 1.00 a 3.00 euro

Direct mail: da 0.75 a 3.50 euro

Misurare per aggiustare il tiro

Altro vantaggio non trascurabile dell'email marketing è che è misurabile.
Analizzando il
rapporto tra spedizioni e aperture si può capire quali subject funzionano meglio (Es. "Organizzarsi con Outlook, norme sulla privacy, lavoro straordinario, gestione del tempo, imprese italiane in crescita..." funziona meglio di "Newsletter Microsoft PMI Anno 5 Numero 49").
L'oggetto di una mail deve comunicare fin da subito l'argomento trattato, per aumentare il più possibile la percentuale di aperture ed evitare di essere cestinati. Altri esempi?
Non "novità", ma quale novità.
Non "emergenza", ma il motivo dell’emergenza.
Non "comunicato stampa", ma il titolo del comunicato.
Non "invito", ma "invito al convegno su...".

Analizzando il rapporto tra aperture e clic è inoltre possibile comprendere quali notizie di una newsletter hanno avuto maggior successo, quali titoli e argomenti hanno maggiormente incuriosito i lettori.

Consigli pratici per email writer in erba

La newsletter perfetta? Non esiste. Ma vediamo di avvicinarci il più possibile.

Prima di parlare di come scrivere una newsletter, atteniamoci a
quattro principi basilari, in mancanza dei quali anche la newsletter meglio scritta e impaginata è destinata a fallire.

Consensualità
Oltre al rispetto della normativa per la
privacy, è utile che gli utenti scelgano volontariamente di ricevere comunicazioni informative e/o pubblicitarie. I navigatori sono ipersensibili verso gli aspetti etici e di netiquette: aspettiamo con pazienza che i lettori si abbonino e rendiamo chiare e semplici le indicazioni per disdire l'abbonamento.

Aggiornamento
Il database degli iscritti alla newsletter deve essere sempre aggiornato: fino al 50% dei dati può diventare obsoleto a un anno dalla raccolta.

Valore
Qualunque richiesta di dati deve essere giustificata da un vantaggio percepibile dall’utente. Tale valore può essere rappresentato dalla possibilità di ricevere la newsletter stessa, ma non guastano altri vantaggi esclusivi (per esempio, la newsletter potrebbe contenere una password per accedere ad aree riservate del sito)

Regolarità

Gli invii devono avere una periodicità regolare, possibilmente almeno settimanale. Puntualità è sinonimo di qualità.

Per quanto riguarda lo stile di scrittura, consiglio di adottarne uno personale e diretto, più vicino al dialogo e alla conversazione, che si rivolga direttamente all'interlocutore. L'uso di un linguaggio informale non significa però che la newsletter debba essere poco professionale: è importante verificare sempre l'accuratezza del materiale pubblicato, assicurandosi che sia chiaro, ben scritto, grammaticalmente corretto e soprattutto "onesto", che non crei false aspettative.
Nella redazione dei testi, il linguaggio più efficace è quello giornalistico, detto anche della "
piramide rovesciata", ossia cominciare dalla conclusione e scendere poi nei dettagli. In questo modo l'utente può capire fin dalla prima occhiata se i contenuti gli interessano e decidere quindi se addentrarsi nella lettura. E' inutile e, alla lunga, controproducente, ingannare il lettore. Pensiamo alla newsletter come alla prima pagina di un giornale, composta da tanti articoli con: titolo, foto, occhiello, sommario, rimando alla pagina interna (che in questo caso si trova online). E il titolo, come nei giornali, deve contenere l’intera storia.
Consiglio infine di concludere il testo di ciascuna notizia della newsletter con un "invito alla azione", che stimoli il lettore a cliccare e a leggere il resto (es. leggi l'articolo completo e scarica la guida in pdf)

Sono regole ferree e immutabili? Assolutamente no, le regole sono fatte per essere infrante, a patto che ci sia un buon motivo per farlo!

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Tiriamo le somme

Riassumendo, la newsletter e il direct emailing sono strumenti di marketing diretto efficaci, mirati, misurabili e convenienti... cosa aspettate a inserire sul vostro sito un modulo per la registrazione alla newsletter? Raccoglierete preziosi dati sui vostri clienti, esistenti e futuri, e offrirete loro un valore, guadagnandovi la loro fiducia con contenuti esclusivi e di qualità.


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