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domingo, 21 de febrero de 2010

Posizionamento primi posti di google


Nella nostra attività quotidiana sui motori di ricerca rileviamo costantemente un errore di interpretazione sul posizionamento nei primi posti. Quasi tutti pensano che il primo risultato sia più cliccato rispetto al secondo, il secondo di più rispetto al terzo e così via. Sebbene sia un vantaggio avere un posizionamento nei primi posti e comunque figurare più in alto possibile nei motori di ricerca, questo non si traduce in maggiori visite rispetto agli altri se la descrizione non corrisponde alle aspettative dell'utente. Vediamo di spiegare meglio il concetto.

Quando un motore di ricerca mostra i risultati notiamo che ognuno di essi è diviso in tre parti: titolo con il collegamento alla pagina, descrizione di una o più righe, url e altre informazioni accessorie. Normalmente chi fa una ricerca non si fa influenzare solo dal fatto che un link abbia un posizionamento nei primi posti ma ne determina l'attinenza leggendo titolo e descrizione. Che sia primo o quinto ha un valore relativo per lui, quello che conta è trovare il link che si avvicini maggiormente alle sue esigenze. E come lo determinerà? Leggendo velocemente e valutando nell'insieme risultato per risultato con un procedimento non sempre così logico come ci si potrebbe aspettare.
Vi starete chiedendo allora se c'è un modo per migliorare le vostre descrizioni ed ottenere un numero di click maggiore. Innanzitutto diciamo, per chi ha poca pratica, come modificare tecnicamente link e descrizione che compare in un motore di ricerca. Basta entrare nel codice della pagina e intervenire sul testo tra virgolette di due tag denominati Title e Description. Se modificare il testo è abbastanza semplice è più complicato invece comprendere il come. Ovvero: cosa scrivere per rendere più interessante la vostra pagina rispetto alle altre?
Un modo abbastanza veloce per avere un'idea è quello di digitare una parola chiave sui motori di ricerca e determinare voi stessi o qualcuno dei vostri collaboratori quali sono i link e le descrizioni più efficaci. Insomma determinare nei risultati presenti quali clicchereste di più cercando di capirne il motivo. Oltre a questo metodo empirico vi indichiamo di seguito alcuni criteri che vi saranno utili per ottimizzare le vostre pagine sui motori di ricerca. Il contenuto del testo studiatelo in relazione al target che desiderate raggiungere. Usate, quando vi è possibile, la leva della curiosità creando nell'utente la spinta ad approfondire. Cercate di eliminare nel testo parole inutili aumentando quelle che hanno una relazione con la chiave di ricerca. Se avete documenti che possono essere scaricati dal vostro sito od offerte gratuite (il gratis funziona sempre) non dimenticate di farne menzione.
Certamente questi sono alcuni consigli per migliorare il numero dei click al vostro sito ma non sono gli unici. Per essere esaustivi bisognerebbe entrare nel merito caso per caso tenendo d'occhio la concorrenza insieme alla rilevanza della parola chiave.


sábado, 20 de febrero de 2010

POSIZIONAMENTO NELLA SERP

Ci capita spesso di ricevere segnalazioni sul differente posizionamento del proprio sito su Google digitando la query su computer differenti od in momenti differenti. Per i non addetti ai lavori questo può risultare incomprensibile, in quanto immaginano Google come una sungola entità, ebbene questo è arrato. La struttura tecnica di Big G è infatti composta da numerosi datacenter, cioè gruppi di server dislocati in tutto il mondo. Dal 2006 grazie alla pubblicazione del progetto Big Daddy le informazioni principali su questa struttura sono diventate pubbliche. Ad oggi i datacenter conosciuti sono 36, 19 ubicati in US , 12 in Europa, 1 in Russia, 1 in Sud America e 3 in Asia.

Questa la dislocazione geografica della struttura di Google.

Ora torniamo al differente posizionamento.

Spesso questi gruppi di server non sono perfettamente allineati , e quindi a seconda di quale datacenter si occuperà di gestire la nostra query, si potranno avere dei risultati in serp diffferenti.

C'è da considerare anche il fatto che, specilamente negli ultimi anni, i risultati su google sono molto customizzati rispetto a chi effettua la query. Lo scopo di Google è quello di restituire dei risultati il piu attendibili possibile e adatti alla persona che ha effettuato la ricerca.

Quindi si potranno avere differenti risulatati anche al variare del browser del proprio computer, al sistema operativo ed a molti altri fattori che google prende in cosiderazione per restituire il miglior risultato specifico alla persona che lo sta effettuando la query.

Ora in questo periodo le serp di Google sono particolarmente ballerine, a partire dai primi giorni di maggio, sembra ormai chiaro che siano entrati in funzione alcuni algoritmi nuovi che hanno creato scompiglio nei risultati restituiti specie in qualche settore.

Molti addetti ai lavori che controllano di frequente le posizioni in classifica di siti propri e siti di clienti si vedono restituire serp sempre diverse e anche notevolmente diverse una dall’altra a causa dei continui aggiornamenti e secondo quale datacemter">datacemter riceve la query.

Un mezzo per verificare quali differenze ci siano nei vari datacenters lo fornisce questo utile tool onlline che, può fornire a richiesta dati molto interessanti secondo l’IP dei datacenters che vogliamo sia verificato.

Il tool per la verifica dei datacenters è questo qui linkato.

Molto utile sia per verificare le serp su molti datacenter in contemporanea e anche per la verifica di altri parametri che sono selezionabili dal menu a tendina come intitle, inurl, link e altri. Consiglio questo tool per la sua utilità anche se destinato prevalentemente agli addetti ai lavori che meglio potranno valutarne l’efficacia.


Posizionamento geografico


Uno dei principali motivi di successo di una campagna di posizionamento, per molte tipologie di siti web, è l'utilizzo di tecniche in grado di imporsi in ambito geografico, sia esso inteso come nazione o come zona più limitata territorialmente.

Esistono infatti attività che hanno esigenze di posizionamento a livello globale (un e-commerce, un'impresa multinazionale, ecc.) e altre che invece possono avere interesse ad imporsi nelle serp legate ad una zona specifica (si pensi ad un bed&breakfast di una grande città turistica, per il quale potrebbe risultare importante essere associato ad un quartiere, al centro, ad un museo importante...).

È consigliabile quindi "connotare geograficamente" le pagine di un sito al fine di:

  • Sfoltire le serp dalla concorrenza non legata al territorio di interesse, migliorando le chances di posizionamento ai primi posti
  • Intercettare ricerche sempre più mirate e quindi ottenere utenti più "convertibili" in clienti per i servizi/prodotti offerti

Lingua e nazione

Molti addetti ai lavori si accorgono oggi che il posizionamento in termini globali di un sito è molto più complesso rispetto agli anni scorsi. Gli algoritmi dei motori sembrano essere molto più intransigenti sulle chiavi straniere, proiettando di fatto molti siti italiani (o meglio le sezioni tradotte dei siti italiani) verso le retrovie delle serp straniere. Il più esemplare teatro di questa imponente selezione è Google.com, le cui pagine dei risultati sono ritenute ostiche su chiavi inglesi anche da molti SEO esperti.

Questo tipo di "penalizzazione" in realtà è orientata a migliorare la qualità delle serp, come sempre avvantaggiando risultati pertinenti e autorevoli. Il fatto che le sezioni "inglesi" dei siti italiani siano diventate meno competitive nel corso degli anni può essere quindi interpretato positivamente per l'utente che si affida alla versione "globale" di un motore per trovare risultati che abbiamo la massima autorevolezza internazionale.

Per lavorare su questa competizione è necessario un apprccio molto capillare e legato sempre di più ai 2 principi ricorrenti del posizionamento: la popolarità e i contenuti.

I motori (in particolare Google) tendono infatti a identificare la nazionalità di un sito in base a diversi fattori:

  • Estensione del dominio
  • Ip del dominio
  • Meta tag language all'interno dell'head:
  • Lingua dei contenuti effettivi del sito
  • Lingua dei link in entrata
  • Lingua dei link in uscita

L'ideale per competere efficacemente in ciascuna lingua, oltre naturalmente all'inserimento di contenuti e meta tag tradotti, è di creare versioni multiple del sito, sui rispettivi domini con i rispettivi suffissi (.com, .it, .es, .fr, ecc.), per poi sviluppare campagne di link popularity specifiche per ciascuna lingua/nazione.

Meno efficace, ma spesso più utilizzata anche per ragioni di budget, è la pratica di sviluppare le sezioni in lingua su differenti cartelle, con strutture simili a questa:

www.nomesito.it/ per le pagine in italiano

· www.nomesito.it/en/ per le pagine in inglese

www.nomesito.it/es/ per le pagine in spagnolo

e così via...

L'importante, anche in questo tipo di strutture, è cercare di segnalare con più forza possibile ai motori le rispettive connotazioni linguistiche, secondo le caratteristiche prima elencate.

Target geografico di Google

Per i webmaster titolari di un account Google esiste da tempo uno strumento che serve a specificare agli occhi del motore di ricerca la nazione di pertinenza del sito.

Per impostarlo è sufficiente accedere agli strumenti per i Webmaster di Google con il proprio account, selezionare il sito, cliccare su "Strumenti" e quindi su "Imposta target geografico".

In realtà, al momento il target geografico di Google non sembra essere un tool molto flessibile e potente: se il sito è su un dominio specifico di un paese (.it, .de, ecc...) , non è possibile scegliere target diversi.

Sarebbe invece molto utile se fosse permesso ad esempio associare specifiche aree a diversi target geografici, come per le strutture precedentemente presentate.

Ma Google ci ha abituato a miglioramenti in molti campi, quindi in futuro, soprattutto parallelamente agli sviluppi della "selezione" geografica degli algoritmi, questo strumento potrebbe diventare molto più completo ed efficace.

Dalla nazione al quartiere

Partendo dal principio delle lingue/nazioni, possiamo analizzare altre strategie di posizionamento che esistono e si rafforzano nel tempo, e che basano la propria efficacia sulla territorializzazione profonda di una attività.

Esse hanno sempre più successo grazie anche alle capacità più raffinate da parte degli utenti di articolare le proprie chiavi di ricerca, associando ad esempio al tipo di attività o prodotto cercato parole strettamente legate al territorio.

Per chi usufruisce di un servizio di posizionamento è quindi spesso conveniente puntare parte delle proprie risorse su questo tipo di ricerche.

· Prendiamo come esempio un concessionario automobilistico della marca X di Agrigento, che sia interessato ad un posizionamento nei motori di ricerca.

All'azienda sembrerà necessario apparire nelle serp per la chiave legata alla propria marca di veicoli:

concessionari x

concessionaria x

Ma pare evidente che, salvo specifici casi, i risultati di una ricerca di questo genere non servirebbero a molto, o quantomeno porterebbero all'utente la necessità di una ulteriore perdita di tempo allo scopo di trovare lo specifico concessionario della propria zona, e all'azienda di dover competere con un maggior numero di concessionari rischiando che l'utente abbandoni la ricerca o peggio trovi e si affidi ad un concessionario diverso.

La cosa che quindi risulterà più utile sarà la possibilità di intercettare anche le ricerche mirate di potenziali clienti che, se residenti ad Agrigento o nei dintorni, cercheranno nei motori parole chiavi più specifiche quali:

concessionari x agrigento

concessionari x provincia di agrigento

x agrigento

concessionari x zona agrigento

concessionari x sicilia

e così via...

Le statistiche di accesso e i tool usati dai webmaster per la selezione delle parole chiave confermano spesso che questo affinamento nella capacità degli utenti di consultare i motori di ricerca è reale e sempre più diffuso anche in Italia.

Il posizionamento mirato al target geografico si può quindi concretizzare con una serie di azioni specifiche, in particolare:

  • Articolando le chiavi come nell'esempio di cui sopra, aggiungendovi regione, provincia, città, zona, quartiere, ecc in base alle esigenze.
  • Inserendo le chiavi concordate anche nei meta tag: title, description e keywords.
  • Ottenendo backlink da siti dello stesso territorio o da sezioni di directory, spesso tematizzate anche su aree geografiche. DMOZ da questo punto di vista può risultare molto utile, in quanto arriva a catalogare realtà territoriali molto nello specifico:
    www.dmoz.org/.../Italia/Sicilia/Provincia_di_Agrigento/
  • Inserendo nel sito, ad esempio a piede pagina e/o nella tipica pagina "contatti", i recapiti completi: telefono, fax, indirizzo, ecc. Questo tipo di informazioni aiuteranno i motori a contestualizzare le pagine e renderle più competitive sulle specifiche chiavi.
  • Pubblicando su domini provinciali: essi hanno un'importanza al momento non essenziale in termini di posizionamento, ma comunque possono dare un valore aggiunto rispetto ai competitors. Sempre seguendo l'esempio agrigentino avremmo un url di questo genere:
    www.concessionariax.ag.it
  • Inserendo, laddove fosse possibile, link verso siti esplicitamente legati al territorio (regione, provincia, comune, portali della zona, turistici, ecc.)

domingo, 13 de diciembre de 2009

El valor para las acciones de marketing.


Casi un tercio de los usuarios hacen uso de la búsqueda de tres términos (que seguramente no son efectuadas a robot), demostrando que el instrumento de los buscadores es para utilizarse en clave marketing en todas sus potencialidades, sin limitarse al posicionamiento o a la compra publicitaria de palabras claves genéricas. Quien debe comprar espacios publicitarios en los buscadores, deberá tener en cuenta el hecho que un tercio de los navegadotes no se satisfacen con el término genérico, sino que prefieren buscar un el producto ya especificado. Seria muy útil, entonces, para quienes se accinge a este tipo de operaciones, verificar en las estadísticas de su sitio web, la restricción de búsquedas especificas con las cuales los usuarios llegan, en modo de entender aun mejor como hacerlo.

Posicionamiento en los buscadores

En las búsquedas de carácter genéricas (con restricción a una o dos palabras) los usuarios probablemente seran predispuestos a evaluar los resultados, no solo en la primer página, sino también en la segunda y en la tercera: esta buscando información a amplio ventaglio sul termine inserito nella stringa. A diferencia, en la búsqueda con tres palabras, seguramente se limitaran a buscar en la primer pagina de resultados, ya que la búsqueda ya era detallada: entonces debería hacer verifiche incrociate sobre posiciones estratégicas en los buscadores, para ampliar la serie de palabras claves y sus combinaciones, insertando en posiciones estratégicas de su pagina Web los términos mas buscados, y predetallados. Para comprender cual seria la posición de su sitio en un buscador en función de las diversas claves de búsqueda y para comparar los resultados en diferentes buscadores, es posible utilizar los instrumentos específicos, que también permiten individualizar “lo histórico” de una clave, indicando la posición en el buscador durante un tiempo, para entender que clave apuntar.

Por ejemplo, a través de la versión business de Shinystat se remonta a la posición promedio alcanzada dentro de los principales buscadores en relación a cada una de las claves, con la indicación del rango de posiciones (1-10 o 20-30, correspondientes a la primera y segunda página, respectivamente) o con la indicación de la posición media obtenida por una ciarta clave en un cierto buscador, durante el mes en curso o en el marco de los últimos meses.


Lysan Consulting se especializa en marketing brindando a cada cliente la mayor cantidad de acciones, obteniendo siempre buenos resultados de cada uno de nuestros proyectos.

Para más información escribanos a info@lysan.biz o visite nuestra Web en www.lysanconsulting.com

domingo, 29 de noviembre de 2009

Elaboración de productos bajo nombre o marca del intermediario- Parte III


Conceptos básicos

Mercadeo

Es el proceso de planificar y ejecutar el diseño, el establecimiento de precios, la promoción y distribución de ideas, bienes y servicios con la finalidad de crear intercambios que satisfagan necesidades individuales y organizacionales, Peter y Donelly.

Mercado

Un mercado esta compuesto por personas o grupos de personas que desean, anhelan, y pueden comprar un producto o servicio. Para un Mercadólogo el mercado está compuesto por todos los compradores potenciales que convergen en necesidades y deseos similares. Sin embargo, existen más variaciones en las que podemos dividir los mercados, Peter y Donelly.

Segmentación de mercados

"Segmentación de mercados consta en separar el mercado potencial en subgrupos de consumidores con características similares que los identifiquen y escoger a uno o más subgrupos para abordarlo con una mezcla de mercadotecnia diversificada". Schiffman y Lazar.

Producto

"Se puede definir producto como la suma de satisfacciones físicas, psicológicas y sociológicas que el consumidor deriva de su compra, por lo tanto, son todas las cosas que pueden ofrecerse con la finalidad de satisfacer un deseo o necesidad de un mercado" Petter y Donelly.

Marcas

"Son términos utilizados para describir la identificación del producto con palabras, nombre, símbolo o diseño o una combinación de ellos. Los fabricantes y los distribuidores utilizan las marcas para identificar sus productos y servicios y distinguirlos de los demás" McDaniel.

Marcas de intermediarios

Son aquellos productos fabricados por un determinado industrial que son ofrecidos al consumidor bajo el nombre o marca del distribuidor o de intermediario o de detallista, que es quien realiza sus funciones de marketing en relación con las mismas, Díez.

Opiniones de diversos autores

El Catedrático de Marketing de la Universidad de Sevilla, Díez explica que las marcas de Intermediario nacen por la necesidad del distribuidor de buscar su propia identidad y de crear una imagen propia para sus establecimientos; suponen un medio de comunicación para los distribuidores.

Se trata de una herramienta con una doble finalidad para el intermediario; por un lado, traslada su imagen al mercado y, por otra parte, es de gran utilidad para la creación de la lealtad de la clientela hacia su propio establecimiento. Por otro lado, sirven como medio de comunicación y de diferenciación de los detallistas.

Según Stanton, Etzel y Walker opinan que a los intermediarios les conviene vender sus marcas, en lugar de o más de las marcas de los fabricantes, porque de ese modo controlar mejor su mercado meta. Una marca de un detallista puede diferenciar sus productos. Si los consumidores prefieren determinadas marcas del detallista, llamada también marca del intermediario, solo podrá obtenerlas en estas tiendas.
La opinión de Kapferer y Thoenig que expresan en su libro "La Marca" consiste en:

Para que el distribuidor sea responsable en todo sentido del producto que distribuye, haría falta que se convierta en el "dador de ordenes" en toda la aceptación de la expresión.

Un pliego de condiciones, totalmente establecido por él, una compra de materias primas hecha por el fabricante, pero a lo sumo con su delegación expresa, un control muy preciso de los procedimientos de fabricación, permitirá entonces denominarle "dador de ordenes" y al fabricante no más que subcontratista. Entonces, y solamente entonces, el distribuidor puede garantizar el producto para el consumidor.

Experiencias

En Venezuela los Intermediarios con gran penetración en el mercado están implementando la utilización de sus propias marcas escogiendo a los productores que ofrecen mayor calidad y rendimiento operativo para la elaboración de estas. Como es el caso de las siguientes compañías: MAKRO con su marca ARO, Automercados CADA con su marca CADA, Automercados Victoria con su marca El Cortijo, Automercados Plaza y Excelsior Gama con sus propias marcas, Farmacias FARMATODO, PROSEIN en el caso de Baldosas.

Estas compañías han aumentado sus utilidades utilizando su marca de intermediario en productos. No solo ganaron terreno en el mercado, sino que también lograr un posicionamiento de su marca en los consumidores, obligando a las empresas fabricantes a reacondicionar sus políticas comerciales para elaborar estrategias de mercadeo más agresivas y poder competir y mantenerse en el mercado.

Opinión personal

En la actualidad las empresas están utilizando nuevas tendencias de mercadeo para fortalecerse frente a la competencia e imponer sus nombres en el mercado, la creación de marcas propias en los intermediarios es una de ellas, esto le produce al consumidor muchos beneficios ya que consiguen la misma calidad de los productos a un menor precio; pero el resultado de estas negociaciones traen como consecuencias la canibalización de marcas, la participación de Mercado comienza a sufrir variaciones en su curva, lo que antes representaba un alto nivel del porcentaje del mercado para la marca del fabricante empieza a desplazarse hacia abajo perdiendo terreno en comparación a la marca del intermediario.

Las organizaciones se han ajustado a los cambios y movimientos del mercado al adoptar estrategias agresivas en pro del desarrollo, estableciendo las bases para mantener clientes satisfechos y mercados cubiertos. Las marcas del intermediario les ha permitido seguir compitiendo, mejorar su imagen en el marcado y crear un posicionamiento en la mente de los consumidores. Se puede decir que el intermediario obtuvo una ventaja o contribuye con el proceso de mercadeo en beneficio del publico objetivo.

Términos básicos

Canibalismo de marcas: Situación en que las ventas de un nuevo producto recortan las ventas de los productos existentes de la empresa.
Lealtad a la marca: Es la preferencia consistente para una marca sobre las demás, por parte del consumidor.

Marca del fabricante: Es aquella marca que es de propiedad del fabricante o de otro productor.

Mercadeo: Sistema total de actividades comerciales tendientes a planear, fijar precios, promover y distribuir productos satisfactores de necesidades entre mercados meta, con el fin de alcanzar los objetivos organizacionales.

Mercado meta: Grupo de clientes (personas u organizaciones) para quienes un vendedor diseña una mezcla de marketing.

Mezcla de mercados: Es la combinación de cuatro elementos (producto, estructura de precios, sistemas de distribución y actividades promociónales) que sirven para satisfacer las necesidades del mercado meta de una empresa y, al mismo tiempo alcanzar sus objetivos de marketing.

Nombre de la marca: Expresión que se coloca en un artículo para identificación o para ser comunicada oralmente.

Plan de mercado: Nivel de planeación que consiste en realizar un análisis de la situación, establecer objetivos del marketing, determinar el posicionamiento y la ventaja diferencial, seleccionar los mercados meta y medir la demanda del mercado, diseñar una mezcla estratégica del marketing.

Posicionamiento: Estrategias y acciones de una compañía cuya finalidad es distinguirla favorablemente de los competidores en la mente de algunos grupos de consumidores.


Para más información escribanos a info@lysan.biz o visite nuestra Web en www.lysan.biz o www.lysan.consulting.com

viernes, 13 de noviembre de 2009

La matriz RMG- Parte II


Política de comunicación de la compañía

Una empresa que pretenda mantener un liderazgo deberá ser reconocida por todos los grupos sociales, es decir tanto por el mercado como por sus clientes internos o trabajadores. Por ello ha de mantener una adecuada comunicación tanto interna como externa, independientemente de considerar que ha llegado el momento de darse a conocer al mercado.Por ello, y en un momento dado, la compañía cree que ha llegado la hora de ampliar mercados y dirigirse al consumidor, tiene las mismas oportunidades, y por tanto las mismas dificultades, para darse a conocer que la empresa pequeña. Esto será debido a que es una desconocida para el mercado, pues no ha sabido comunicar su liderazgo durante años y, por lo tanto, no se le reconoce su garantía de fabricante de calidad que ha acumulado. En un plan de marketing, tan importante es la cobertura de objetivos cuantitativos como cualitativos.

Infraestructura inadecuadaLas expectativas que a veces puede alcanzar el mercado ante la aparición de un nuevo producto son a veces insospechadas. La empresa debe estar preparada para una demanda superior, tanto a nivel de producción como de mantenimiento y atención. Aunque es difícil que ocurra el «milagro» de superar las expectativas, ninguna compañía puede permitirse el lujo de ser incapaz de dar respuesta a éstas. El outsourcing aporta soluciones válidas a esta limitación.

Desconocimiento del clienteMuchas empresas no podrían contestarnos sobre quién es su cliente real, cuáles son sus necesidades y sus tendencias, o en qué porcentaje dividen sus targets. Este tipo de compañías suele estar centrado en los procesos de producción de espaldas al mercado, que es donde realmente se producen las expectativas de demanda. Saber quién es nuestro cliente, qué quiere y, sobre todo, qué deseará mañana es imprescindible para no perder nuestro posicionamiento en el sector.

Política de fijación de preciosToda empresa que mantenga elevados precios sin una estrategia comercial que avale esa política, sufrirá un fuerte rechazo de mercado, una vez que éstos inicien su camino hacia la normalidad, principalmente ante la aparición de nuevos competidores.

Capacidad de cambio (adquiera aquí el libro "El Poder del Ingenio")Este fenómeno suele producirse en el caso de empresas que crecen hasta constituirse en compañías importantes. Aumenta el temor al riesgo, a la innovación, y crece la burocracia interna, lo que ralentiza la puesta en marcha de cualquier proyecto. Si además esta empresa entra en Bolsa, el miedo al riesgo es todavía mayor, pues habrá que dar cuenta de sus inversiones al accionariado y cualquier resultado negativo se verá plasmado en su cotización.Por eso, muchas compañías que aumentan de tamaño pierden competitividad, especialmente si se desenvuelven en sectores dinámicos. De hecho, un 80 por 100 de las innovaciones tecnológicas actuales las realizan las pequeñas y medianas empresas. Existen ejemplos claros de ello en los sectores de nuevas tecnológicas exceptuando a General Electric.

Fidelidad de la clientelaA través de esta variable se evaluará el grado de aceptación o rechazo que puede existir por parte del cliente frente a una situación, ya sea ésta coyuntural o definitiva.El siglo XXI está marcando el gran protagonismo del marketing relacional, donde tiene como principal objetivo la creación de las técnicas precisas para la mejor fidelización del cliente.

Menosprecio de la competenciaNinguna empresa debe ser considerada pequeña, como para no tenerla en cuenta. Grandes compañías multinacionales se han llevado grandes sustos con pequeños competidores que poco a poco han ido haciéndose con su cuota de mercado.Durante los últimos tres años, varias empresas pequeñas dentro del sector de nuevas tecnologías han dado ejemplo de ello con unos departamentos de I+D+i muy desarrollados, una gestión profesionalizada de su fuerza de ventas y un excelente servicio de atención al cliente.

Nivel de posicionamientoLa evolución del mercado ha dado lugar a una etapa donde «lo esencial no es serlo, sino parecerlo», donde lo que prima es lo que llamamos marketing de percepciones, es decir, lo que importa verdaderamente es lo que percibe el mercado de nosotros, de nuestra empresa y de nuestra marca. Por ello, debemos utilizar todas las herramientas que el marketing pone a nuestro alcance para posicionarnos en la mente del consumidor para que éste nos perciba de manera positiva y así, paralelamente, posicionarnos en el mercado de forma más competitiva.


Para Lysan consulting las empresas deben contar con una infraestructura adecuada, fidelidad del cliente, ganas de realizar cambios positivos y de ser una empresa pymes no sentirse menos que las grandes empresas.

Para más información escribanos a info@lysan.biz o visite nuestra Web en www.lysanconsulting.com o www.lysan.biz

lunes, 26 de octubre de 2009

Plan de marketing internacional


Ampliamente recogido en el capítulo correspondiente, hemos considerado oportuno incluirlo a modo de resumen para que pueda servirnos de guión. En él se reflejan las principales variables a estudiar en la realización de un plan de marketing a nivel internacional.
  • Mercado. Pasado, presente y futuro. Revisar los cambios de la cuota del mercado, líderes, participantes, fluctuaciones del mercado, costos, precios y competencia.
  • Definición del producto. Describir el producto o servicio del que se está realizando el plan de marketing.
  • Competencia:

– Análisis de la competencia.

– Proporcionar información general de los competidores del producto, sus puntos fuertes y débiles.

– Definir la posición de cada producto de la competencia frente al nuevo producto.

  • Posicionamiento:

– Posicionar el producto o servicio.

– Establecer qué valor añadido aporta el producto de los demás en el mercado y con cuáles tendrá que competir.

– Garantías al consumidor.

– Exponer los beneficios del producto o servicio para el consumidor.

  • Estrategias de comunicación:

– Evaluación de los diferentes sistemas de comunicación:

- Campañas de publicidad previstas.

- Marketing directo.

- Actuaciones en el punto de venta.

  • Embalaje:

– Embalaje del producto: factores de forma, precios, aspecto y estrategia.

– Costo de los artículos: resumir el costo de los artículos y la factura de los materiales.

  • Estrategias de lanzamiento:

– Plan de lanzamiento: si se está presentando el producto.

– Presupuesto de la promoción.

– Proporcionar material complementario con información detallada del presupuesto para revisarlo.

  • Relaciones públicas:

– Ejecución de la estrategia:

- Estrategias de relaciones públicas.

- Elementos principales del plan de relaciones públicas.

- Tener un plan de respaldo de relaciones públicas, incluyendo reuniones concertadas, calendario de conferencias, etc.

  • Publicidad:

Ejecución de la estrategia:

– Información general de la estrategia.

– Información general de medios de comunicación y fechas previstas.

– Información general de gastos de publicidad.

  • Precios:

– Resumir precios específicos o estrategias de precios.

– Comparar con productos similares.

– Resumir la política relevante para entender las claves de la asignación de precios.

  • Distribución y logística:

– Distribución por canal.

– Mostrar un plan de qué porcentaje de la distribución pertenece a cada canal.

– Establecimiento de los sistemas de distribución.

  • Segmentación de mercado:

Oportunidades del mercado:

– Comentar las oportunidades específicas del mercado segmentado.

– Dirigir estrategias de distribución para aquellos mercados o segmentos.

– Decidir el papel desempeñado por otros socios en la distribución en los mercados.

  • Medidas de éxito:

– Objetivos del primer año. Cuantitativos y cualitativos.

– Medir el éxito o el fracaso.

– Requisitos para el éxito.

  • Planificación:

– Elementos principales del calendario a 18 meses.

– Planning de trabajo.


Lysan Consulting ofrece un servicio particular a sus clientes: logra despertar en el mercado de referencia, un interés concreto para la oferta de sus clientes.

Para mas información escribanos a info@lysan.biz o visite nuestra Web en www.lysanconsulting.com o www.lysan.biz

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